Con il termine “autostima” si intende l’opinione generale che abbiamo su noi stessi, il valore che ci diamo come persone. Quando si parla di “bassa autostima” o “svalutazione di sé” il tono globale assume un polo negativo. In altre parole, le persone con scarsa stima di sé hanno una visione negativa del proprio valore, incondizionata, pervasiva e di lunga durata.
Che cos'è il perfezionismo e quando diventa pericoloso per il benessere mentale.
Il perfezionismo “clinico” o patologico, ossia quello legato alla patologia, racchiude in sé i seguenti elementi:
- Standard personali eccessivamente elevati.
- Elevata critica nei confronti delle proprie prestazioni, tanto che i successi vengono spesso sottostimati.
- Pensiero in “bianco e nero”: o si raggiunge l’obiettivo o è tutto un fallimento (i piccoli traguardi non contano).
- Attenzione e controllo eccessivo ai dettagli e alle regole, al fine di prevenire l’errore.
Resilienza: saper resistere alle difficoltà e agli urti della vita.
"..Ci vuole un fisico bestiale, per resistere agli urti della vita”. (L. Carboni)
Vi è mai capitato di incontrare qualcuno che non si abbatte di fronte alle difficoltà? Che nonostante le prove che la vita gli ha riservato ha tratto forza dalle esperienze e stimolo per andare avanti? Sono quelle persone che quando raccontano di loro si esprimono dicendo: “Ne ho passate tante che posso superare anche questo che sta capitando ora”. Non si tratta di individui invulnerabili, super-eroi, impassibili e imperturbabili ai problemi. Piuttosto, queste persone vengono definite come “RESILIENTI”.
La resilienza è la capacità di riprendersi dalle batoste, dalle avversità, dalla sofferenza. Non solo resistendo in maniera passiva, ma progettando attivamente il futuro.
Competizione e rivalità.
La competizione fa parte della natura. Il desiderio di accaparrarsi per sé o per il proprio gruppo le limitate risorse (trattasi di cibo, di un partner, di un posto di lavoro, di un premio, di una prima posizione in classifica) o di reagire ad un oggettiva minaccia di pericolo o perdita, sono situazioni che potremo definire competitive.
La competizione tra due soggetti o gruppi, in termini puramente pratici, rappresenta una condizione in cui il raggiungimento di un obiettivo da parte di uno si associa all’inevitabile fallimento dell’altro. Il concetto di rivalità sembra invece andare oltre a questo.
Il rifiuto della scuola
La scuola può essere un luogo stimolante, un campo di allenamento di nuove abilità e di apprendimento di conoscenza, utile per imparare ma anche per sperimentare nuovi aspetti della vita e di sé stessi. Tuttavia, non è raro che le famiglie debbano affrontare periodi di rifiuto scolare. Tale problematica può incidere significativamente sul benessere del bambino, attuale e futuro, e sul funzionamento familiare.
Il “comportamento di rifiuto scolare” raggruppa un vario insieme di atteggiamenti che il bambino/ragazzo può adottare nei confronti della scuola, che possono andare dall’assenteismo vero e proprio alla frequentazione della scuola, in maniera più o meno regolare, ma vissuta con forte disagio. Tale problematica può pertanto manifestarsi con modalità esternalizzanti (comportamenti aggressivi, violenti, iperattivi…) o internalizzanti (manifestazione di ansia, tristezza, ritiro sociale, lamentele fisiche…).
La motivazione ad evitare il fallimento: cos'è e come uscirne
La motivazione è ciò che sostiene e promuove il nostro agire: siamo sempre mossi da una qualche ragione. Tuttavia non tutte le motivazioni sono ugualmente efficaci per ottenere i risultati che desideriamo.
La motivazione ad evitare il fallimento è un particolare tipo di motivazione in cui l'obiettivo principale non è raggiungere qualcosa, ma impedire di ritrovarsi di fronte a un insuccesso. Di fronte a una scelta o situazione impegnativa, queste persone preferiscono non esporsi, convinte che restare fuori da tutto sia l'unico modo per non fallire. Un pensiero ricorrente è: "Se non ci provo, almeno non posso sbagliare."
Pessimismo difensivo o autosabotaggio.
Entrambi ritenuti meccanismi di protezione per l’autostima, riescono poi a far bene il loro lavoro? O sono più i danni collaterali che provocano? Conosciamoli meglio!
Il pessimismo difensivo è una strategia cognitiva, ossia un insieme di modi di pensare e agire, per cui si fissano le aspettative a livelli eccessivamente bassi e si è portati al pensiero del peggior esito possibile (anche se in passato si è affrontata bene la stessa situazione).
La sindrome natalizia
Tempo e clima natalizio: le prime nevicate, gli addobbi, le luci colorate, l'allestimento di alberi e presepi, le ghiottonerie locali tipiche, le allettanti vetrine, i classici jingle delle pubblicità, le letterine dei bimbi, le richieste dei ragazzi, i desideri degli adulti.
Per finire con i caratteristici luoghi comuni: ma a Natale si è tutti più buoni? Mah... non saprei. E a Natale si è tutti più felici? Ecco, questo proprio no.
Le feste possono essere momenti difficili per chi già soffre di disturbi depressivi o ansiosi durante l’anno, ma le ricorrenze “imposte” possono essere fonte di sofferenza anche per chi vive particolari condizioni personali. Lutti recenti, separazioni, licenziamenti, difficoltà economiche, liti familiari, sono solo alcuni dei numerosi fattori che possono contribuire a creare disagio e stress. A questi si legano aspettative non realizzate, difficoltà relazionali, pressione sociale per i consumi, cambiamenti della routine, modificazioni nell’alimentazione.
