Ti è mai capitato di svegliarti la mattina con una strana sensazione di allarme, senza che ci fosse nulla di specifico a giustificarla? O di sentirti agitatə, irrequietə, come se qualcosa stesse per accadere — eppure la tua vita, a guardarla dall'esterno, sembra andare benissimo?
Se la risposta è sì, non sei solə. E no, non stai "esagerando".
Esiste un tipo di ansia (anzi, due!) che molte persone faticano a riconoscere proprio perché non ha un nome, un volto, un oggetto preciso. Non è la paura dell'esame, del colloquio di lavoro, del volo in aereo. È qualcosa di più sfuggente, di più insidioso: un senso di agitazione interiore che galleggia nella vita quotidiana senza agganciarsi a niente di concreto.
Moltissime persone soffrono di ansia e disturbi correlati allo spettro ansioso (ossessioni, fobie, rituali, e altri ancora). Soltanto in alcuni casi però l’ansia si trasforma da stato di preoccupazione – tensione a un attacco di panico. I terapeuti cognitivo comportamentali hanno sviluppato varie ipotesi su un particolare meccanismo psicologico che sembra essere coinvolto e responsabile di questo slittamento verso il disturbo di panico.
Tutti noi, a volte, siamo attraversati da brutti pensieri ma non sempre questi danno origine a marcate sensazioni di ansia, tristezza, colpa, rabbia, vergogna ecc.. Come mai? Cos’è che trasforma un pensiero negativo in un disturbo psicologico conclamato?