Moltissime persone soffrono di ansia e disturbi correlati allo spettro ansioso (ossessioni, fobie, rituali, e altri ancora). Soltanto in alcuni casi però l’ansia si trasforma da stato di preoccupazione – tensione ad un attacco di panico. I terapisti cognitivo comportamentali hanno sviluppato varie ipotesi su un particolare meccanismo psicologico che sembra essere coinvolto e responsabile di questo slittamento verso il disturbo di panico.
E’ il fenomeno dell’Anxiety Sensitivity, la sensibilità all’ansia.
Con questo termine si indica una predisposizione ad essere più “sensibili” all’ansia, cioè più spaventati, timorosi, reattivi ai sintomi innescati e associati a questa emozione.
In altre parole ci sono persone che, presumibilmente fin dall’infanzia, sviluppano particolari convinzioni ed idee rispetto al sentirsi male, al manifestare tensione o agitazione in pubblico, all’essere fisiologicamente attivi (eccitati, agitati, tesi), a ciò che può voler significare o cosa può provocare l’avvertire un dolore o formicolio al petto, agli arti o alla testa, una sensazione di nausea o vertigine, un senso di mancata concentrazione e attenzione.
Tutti noi, a volte, siamo attraversati da brutti pensieri ma non sempre questi danno origine a marcate sensazioni di ansia, tristezza, colpa, rabbia, vergogna ecc.. Come mai? Cos’è che trasforma un pensiero negativo in un disturbo psicologico conclamato?
Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è un problema psicologico-emotivo caratterizzato da pensieri e/o azioni che si sono trasformati da abitudini rassicuranti in qualcosa che compromette il benessere e la qualità di vita delle persone che ne sono affette e dei loro familiari e conviventi.
L’ansia sociale (o fobia sociale) si caratterizza per la presenza di timore (o preoccupazione, paura) di una o più situazioni sociali o prestazionali, cioè condizioni in cui la persona si trova esposta al giudizio altrui. La persona teme di ricevere valutazioni negative sul suo operato, sul modo di agire e/o per la manifestazione dei sintomi ansiosi (come sudorazione, tremori, arrossamento del volto, ecc…). Teme di poter essere ridicolizzata, derisa, rifiutata, allontanata e/o criticata. Allo stesso tempo vi è un concomitante e fortissimo desiderio di fare una buona impressione ed essere accettata. Spesso la persona finisce per evitare ed astenersi dalle situazioni temute, finendo per compromettere seriamente il benessere e lo svolgimento della quotidianità.
Il disturbo d’ansia generalizzato è stato a lungo considerato il disturbo ansioso “di base”, in quanto gli episodi d’ansia sono una componente tipica dei vari disturbi dello spettro ansioso (panico, agorafobia, ossessioni e compulsioni, ansia sociale…); tuttavia nel corso degli ultimi decenni è divenuto un problema a sé stante, con sintomi ben definiti e trattamenti specifici ad esso dedicati.
L’emetofobia è una condizione ansiosa caratterizzata dalla paura di vomitare. Ancor più in particolare, il timore profondo sembra essere quello di non riuscire a prevedere e quindi controllare i propri eventuali conati.
Chi non si è mai preoccupato di poter contrarre una grave malattia? Quanti di noi quotidianamente si preoccupano per la salute dei propri cari? A chi non è mai passato per la testa il timore della morte? Temere e quindi preoccuparsi per la propria salute e sopravvivenza è piuttosto normale e universale, e ci consente di prevenire e curare diverse patologie fisiche.