La motivazione ad evitare il fallimento: cos'è e come uscirne

La motivazione è ciò che sostiene e promuove il nostro agire: siamo sempre mossi da una qualche ragione. Tuttavia non tutte le motivazioni sono ugualmente efficaci per ottenere i risultati che desideriamo.

La motivazione ad evitare il fallimento è un particolare tipo di motivazione in cui l'obiettivo principale non è raggiungere qualcosa, ma impedire di ritrovarsi di fronte a un insuccesso. Di fronte a una scelta o situazione impegnativa, queste persone preferiscono non esporsi, convinte che restare fuori da tutto sia l'unico modo per non fallire. Un pensiero ricorrente è: "Se non ci provo, almeno non posso sbagliare."

 

Chi è più a rischio?

Le persone con questo schema tendono a credere:

  • di non avere le capacità necessarie per affrontare determinate situazioni;
  • che il risultato dipenda da fattori esterni incontrollabili, più che dal proprio impegno;
  • che evitare il fallimento sia più importante del raggiungere l'obiettivo.

Esempi concreti nella vita quotidiana

Questo meccanismo si manifesta in molte situazioni quotidiane:

  • Un ragazzo che non si avvicina alla persona che gli piace per paura di un rifiuto ("Meglio il dubbio che un no diretto").
  • Una ragazza che evita la palestra per timore del giudizio altrui ("Preferisco non andarci che sentirmi osservata").
  • Una persona che non esce di casa per paura di avere un attacco di panico ("Meglio restare al sicuro che perdere il controllo").

Il circolo vizioso dell'evitamento evitare fallimento

L'evitamento produce nell'immediato una sensazione di sollievo. Tuttavia, dopo poco tempo, la persona sperimenta una serie di pensieri negativi su se stessa: "Non sono capace", "Sono debole", "Non riuscirò mai". Questo porta a un calo progressivo dell'autostima e del senso di autoefficacia, che a loro volta rafforzano la convinzione che il fallimento sia sempre più probabile — e quindi sempre più da temere.

L'evitamento impedisce anche di mettere alla prova le proprie capacità e di smentire concretamente le credenze negative su di sé. Non consente di acquisire nuove abilità né di crescere.

C'è poi un paradosso: la maggior parte di queste persone vuole davvero raggiungere i propri obiettivi — trovare l'amore, fare sport, essere liberi di uscire — ma teme che un fallimento reale le catapulti in un circolo dal quale non usciranno più. In realtà, quel circolo è già lì: il fatto di non esporsi viene vissuto come un fallimento in sé, innescando le stesse reazioni autodenigranti che si volevano evitare.

Come uscire dalla motivazione ad evitare il fallimento

La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) offre strumenti efficaci per spezzare questo circolo. Ecco i passaggi principali:

  1. Riconoscere e nominare le emozioni. Il primo passo è imparare a riconoscere le emozioni legate alla paura del fallimento, dargli un nome, comprenderne la funzione e accettarle come parte naturale dell'essere umani.
  2. Ristrutturare i pensieri sull'insuccesso. Imparare a considerare il fallimento come un risultato possibile — non l'unico — e a ridimensionare la sua reale gravità. La terapia aiuta a identificare i pensieri distordi e a sostituirli con valutazioni più equilibrate.
  3. Esporsi gradualmente alle situazioni temute. Solo affrontando le situazioni da cui ci si era tenuti lontani è possibile scoprire le proprie risorse e smentire concretamente le credenze negative. Le tecniche di esposizione sono tra gli strumenti più validati per i disturbi d'ansia.

 

Riconosci questo schema nel tuo comportamento? La motivazione ad evitare il fallimento è molto comune nei disturbi d'ansia e nei problemi di autostima. 

Se sei in questo circolo vizioso e vuoi capire come uscirne, offro un servizio di consulenza psicologica online; prenota un appuntamento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Dott.ssa Chiara Francesconi, psicologa psicoterapeuta

Articolo scritto da

Dott.ssa Chiara Francesconi

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, si occupa di disturbi alimentari, disturbi d'ansia e schema therapy. Iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Marche n°2234. Offre percorsi di psicoterapia online tramite videochiamata.

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