La solitudine è uno dei sentimenti più diffusi nella società contemporanea. Sempre più persone si ritrovano a sentirsi sole anche quando sono circondate da altre persone: colleghi, amici, familiari. Come mai? E soprattutto, cosa possiamo fare per uscire dal senso di isolamento emotivo?
Solitudine oggettiva e solitudine soggettiva: due esperienze molto diverse
Prima di tutto è utile distinguere due accezioni molto diverse dello stesso termine. I dizionari ci aiutano a capire che la parola "solitudine" raccoglie esperienze agli antipodi:
• La solitudine scelta: stare da soli per godere di un momento di quiete, riflessione, meditazione o pace interiore. È una forma di intimità con sé stessi.
• Il sentirsi soli: la condizione sofferta in cui si percepisce la totale mancanza di affetto, sostegno e comprensione da parte degli altri, anche quando questi sono fisicamente presenti.
Paradossalmente, nella nostra epoca si fa sempre più fatica a stare con sé stessi. Si tende a riempire ogni spazio con la presenza degli altri, spesso per evitare il confronto con i propri pensieri, le proprie paure o un calo dell'autostima. La presenza dell'altro diventa un distrattore, un modo per colmare vuoti affettivi senza però risolverli davvero.