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Gelosia sana e patologica: è amore o ossessione?

“Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh!, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!”

W. Shakespeare

 

La gelosia viene definita come uno stato emotivo nel quale vi è presenza di dubbio, più o meno giustificato, che la propria relazione sia messa a repentaglio dall’interesse e dalle attenzioni del proprio partner verso una terza persona. Si caratterizza, inoltre, per la presenza di rabbia, ansia, tristezza e senso di impotenza.

In altre parole, consiste nell’essere preoccupati per la convinzione o il timore che il bene che si desidera mantenere per sé sia o possa essere deviato verso altri. La gelosia scaturisce quindi da una minaccia, dalla sfiducia, dalla sospettosità e dalla convinzione che ciò che interessa al soggetto possa essergli sottratto da altri.

La gelosia è un’emozione diffusa e comune, anche se spesso si cerca di metterla a tacere e di non farla trasparire. Mentre l’invidia viene taciuta più per evitare di essere mal visti e giudicati negativamente (clicca qui per l’articolo sull’invidia), il motivo che spinge a voler nascondere la propria gelosia è spesso legato ad una sensazione di vulnerabilità: “se sono geloso di una cosa, vuol dire che ci tengo e/o sono coinvolto, e se gli altri sanno questo possono usarlo contro di me, o possono considerarmi come la parte debole della coppia (partner compreso)”.

Tuttavia la gelosia ha proprio questo punto di valore: è in effetti un’emozione che ci indica quello che conta per noi, ciò che è importante conservare. Questo non deve farci apparire come deboli e non dobbiamo aver timore di “lottare” per qualcosa a cui teniamo.

Ciò che fa sembrare “inferiori” nel provare gelosia è il nostro modo di reagire a quest’emozione: spesso iniziamo a chiedere rassicurazioni, conferme, fare interrogatori, controllare il partner, imporre divieti, minacciare l’abbandono, criticare il/la rivale… alcune volte si giunge fino alle intimidazioni fisiche.

Sono queste risoluzioni (poco produttive) che fanno scattare, in noi e negli altri, la sensazione di impotenza, di inferiorità, di mancanza di capacità nel tenerci stretto quel rapporto a cui tanto teniamo, la sensazione che gli altri siano migliori e rappresentino dei pericoli.

Queste risposte comportamentali hanno una certa correlazione con il livello di autostima e senso di autoefficacia: se non credo molto in me stesso, difficilmente riuscirò a credere di poter essere interessante per un partner, e piacevole più di altre persone che possa conoscere nella sua quotidianità. Pertanto al confronto non saprò a cosa aggrapparmi per far restare con me la persona amata, e ricorrerò alla limitazione della sua “esplorazione” del mondo. 

Avere la convinzione di essere persone non amabili, inadeguate, immeritevoli di amore e attenzione, poco attraenti o poco interessanti e intelligenti può rendere il soggetto più vulnerabile alla gelosia.

La gelosia si può estendere, ovviamente, anche ai rapporti sociali, amicali e lavorativi: in questi casi riflette il timore che la relazione e la gratificazione che ne deriva possano venir meno.

gelosia partner

Come fare per superare la gelosia eccessiva?

  • Normalizzarla: tutti la proviamo, è normale essere gelosi e aver timore di perdere le relazioni a cui teniamo e che ci fanno stare bene. 
  • Ricondurla a valori positivi: sono geloso perché per me questo rapporto è importante. 
  • Distinguere tra emozione e comportamento (nocivo): sono geloso, ma non devo per forza fare qualcosa per limitare il partner o aumentarne le attenzioni.
  • Lottare per i propri valori: tengo a questo rapporto quindi penso a cosa potrebbe farlo andare bene (o meglio). In altre parole: cercare di mostrare il meglio di sé… Se i partner stanno bene assieme e sono soddisfatti.. perché dovrebbero ricercare altro? Se un amico sta bene con noi, perché dovrebbe sparire e/o sostituirci con altri (tolto il fatto che siamo liberi di ampliare le amicizie!)
  • Avere più cura di “sè” e ampliare le fonti di gratificazione: se riduco la mia vita al partner, questi verrà vissuto come indispensabile nella mia vita, e ogni minaccia alla relazione verrà vissuta come catastrofica. Avere interessi personali, hobby, amicizie, spazi propri consente di proteggersi dalla gelosia patologica: aumentando le fonti di gratificazione e benessere quotidiano, la relazione diventa un arricchimento della propria vita e non il fulcro su cui basare tutta la propria serenità. D’altra parte, una persona ricca di interessi e vitalità è un partner più stimolante.. quindi con più risorse e strumenti utili a coltivare e mantenere una sana relazione (sentimentale e non solo!).
  • Contattare un terapeuta che possa aiutare a comprendere le origini di questo malessere e disagio interiore, lavorare sulla propria autostima e fiducia in sé, sulle idee disfunzionali sulla visione di sé e degli altri, e sulle credenze disfunzionali riguardanti le relazioni. La terapia cognitivo comportamentale risulta particolarmente efficace nella gestione dell'emotività.  

 

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Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa Psicoterapeuta Cognitiva - Fano/Lucrezia/Mondavio - Pesaro Urbino

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