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Sentirsi soli: come affrontare il senso di solitudine che affligge la società moderna.

sentirsi soli La solitudine e la sensazione di essere soli è uno dei sentimenti più presenti nella società moderna, e condizione che almeno una volta nella vita tutti sperimentano. 

Ma che cos’è la solitudine e perché sempre più spesso ci sentiamo soli, anche se c’è gente attorno a noi e nelle nostre vite?

I dizionari ci danno una prima idea di cosa possa significare il termine ‘solitudine’. Notiamo che esistono due accezioni totalmente differenti per il loro polo emotivo:

  • da un lato vi è il versante positivo per cui solitudine equivale a “esclusione da ogni rapporto di presenza o vicinanza altrui desiderato o ricercato come motivo di pace o intimità”.

In quest’ottica, la persona potrebbe dire di ‘essere sola’ nel senso più oggettivo del termine. Si sceglie di stare soli per godersi un momento solo per sé, che possa servire come periodo di riflessione, di meditazione o di puro rilassamento e pace interiore.

Paradossalmente, questa ricerca di intimità con sé stessi è scarsamente ricercata dalle persone che vivono in questo periodo storico. Si riduce la tendenza a voler ‘convivere’ con il proprio Io, si ha paura del proprio ‘buio’, dei propri pensieri, di cadere vittima di tranelli della mente che potrebbero condurre verso cali di autostima, depressione o ansia. Si tende a prediligere la presenza di altri, probabilmente per soddisfare i crescenti bisogni di approvazione e appartenenza tipici della nostra epoca. La continua presenza dell’altro può rivelarsi un efficace distrattore dai propri problemi e difficoltà personali, e colmare vuoti affettivi.

 

Tuttavia,

  • dall’altro lato troviamo la solitudine come ‘”la condizione sofferta in conseguenza di una totale mancanza d'affetti, di sostegno e di conforto”.

Ecco, questa rappresenta la condizione in cui ci si ‘sente soli’, in maniera soggettiva. Proprio per via della continua (e a volte esasperata) ricerca dell’altro, è quasi impossibile ‘trovarsi soli’, mentre è piuttosto frequente ‘sentirsi soli’, ossia non compresi, non rispecchiati, non accolti dall’altro.

Si potrebbe dire che le cause di questa dilagante ‘sensazione di solitudine’ possano essere ricondotte a due questioni:

  • la prima, al fatto che la ricerca dell’altro implica spesso l’effettuare una scelta poco selettiva, che mal si abbina ai nostri valori, alla nostra interiorità. Come dire, finiamo per avere al nostro fianco amici e partner che non possono comprenderci e capirci perché sono diversi da noi e perché sono stati selezionati in maniera sommaria, affrettata, proprio per il bisogno e la necessità di colmare il vuoto. Quindi, potremmo riassumere in: mi sento solo perché non mi sono dato il tempo e il modo di selezionare le persone più idonee a me. 
  • La seconda causa può essere attribuita alla, purtroppo, grande mancanza di empatia e incapacità di porsi in ascolto dell’altro e di mettersi nei panni e nella mentre dell’altro presente nella nostra epoca. A sua volta, i fattori che hanno condotto a questa scarsa attenzione all’altro sono molteplici, e a poco serve rivangarne il percorso. Dobbiamo però essere consapevoli della presenza di questa carenza, una carenza che va rimpolpata e colmata diffondendo nuovi e buoni valori di gentilezza, accoglienza, ascolto, disponibilità nei confronti del prossimo.

Ma torniamo a noi, possiamo quindi ‘sentirci soli’ (anche stando in mezzo a tanta gente) perché le persone non riescono a mettersi nei nostri panni, non riescono a dimostrare affetto, e per lo più queste difficoltà sono legate all’incapacità altrui e non a un difetto o una mancanza dell’individuo che subisce la sensazione di solitudine. 

 

È facile cadere vittime del pensiero: ‘Se nessuno mi ascolta e mi supporta, allora sono sbagliato, allora ho qualcosa che non va’

Non dobbiamo assolutamente finire nella trappola dell’autoaccusa, dell’autosvilimento. Le persone sono diverse, ognuno vive le proprie difficoltà, è molto difficile comprendersi e capirsi, specialmente se non si è predisposti al dialogo, all’apertura, allo svelamento di sé. 

Non è colpa vostra se vi ‘sentite soli’, non è colpa (diretta) nemmeno degli altri. 

La soluzione sta nel portare pazienza e nell’adoperarsi a selezionare e circondarsi di persone idonee al nostro Io, ai nostri valori, alle nostre personalità e caratteristiche.

Spesso per uscire dal senso di solitudine e riuscire a lasciare andare i pensieri negativi su sè stessi, occorre seguire un percorso psicologico finalizzato allo sviluppo di un buon livello di autostima, all'elaborazione delle emozioni di tristezza o frustrazione derivanti dal sentirsi soli e non compresi, e all'implementazione di nuove strategie per realizzare e soddisfare positivamente i bisogni di vicinanza e presenza dell'altro.

Sentirsi soli spesso equivale al percepire mancanza di calore e affetto dalle persone che ci circondano e questa sensazione potrebbe essere presente da molto tempo, forse fin dall'infanzia, e aver dato origine a una trappole emotiva (quella della Deprivazione Emotiva) che andrebbe ulteriormente elaborata all'interno del percorso psicoterapeutico attraverso la Schema Therapy.

 

(E' disponibile online il questionario gratuito che rileva gli Schemi e i bisogni emotivi: per compilarlo clicca qui: "Quali sono le tue trappole?")

 

Offro un servizio di consulenza psicologica online per l'elaborazione del senso di solitudine e delle trappole emotive; prenota un appuntamento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonandomi al 348.8239755.

 

Lettura consigliata: Sentirsi soli

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