Timidezza o introversione?

Introversione e timidezza sono spesso usati come sinonimi ma in realtà rappresentano due concetti distinti.

Il soggetto timido si sente a disagio nei contesti sociali e in situazioni a lui poco familiari, teme il giudizio altrui, si sente inadeguato, ha poca fiducia nelle sue capacità e sottostima le sue risorse. Vorrebbe fare amicizia ma non riesce. Questa difficoltà a relazionarsi serenamente comporta varie problematiche psicologiche tra cui ansia, sintomi depressivi, solitudine, fobie e scarso rendimento scolastico (nei giovani).

Il soggetto introverso non ha interesse a coltivare tanti rapporti sociali, preferisce stare con pochi amici selezionati. Non evita le occasioni sociali, se si presentano, ma non le ricerca attivamente o costantemente, ha bisogno di rifugiarsi nella solitudine per ricaricarsi. Quando è necessario si rapporta con gli altri in maniera adeguata e senza timori. L’asocialità in questo caso non viene vissuta come problematica per la persona, che quindi non ne soffre.

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Il timore di arrossire

A chi non è capitato? Nel bel mezzo di una conversazione, quando si tocca un argomento delicato; quando abbiamo l’impressione di essere attaccati o derisi; se ci troviamo a parlare con persone il cui giudizio per noi ha molta importanza. All’improvviso sentiamo un’ondata di calore che sale verso il viso, e sappiamo di essere diventati di un bel rosso acceso…

Sebbene l’arrossamento possa verificarsi per moltissimi motivi (sforzo fisico, caldo, febbre, effetto dell’alcool), alcuni sono legati all’attivazione emotiva. In particolar modo ci possiamo “scaldare” per un momento di rabbia o ancor più comunemente per timidezza e vergogna; proprio come nei casi sopra citati.

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Insonnia: perchè passiamo le notti in bianco e i rimedi contro l'insonnia

L’insonnia è un disturbo del sonno piuttosto diffuso, che si manifesta più frequentemente nelle donne e nelle persone anziane.

Le classificazioni internazionali dei disturbi del sonno definiscono tale problema come una continua difficoltà ad iniziare o a mantenere il sonno, associata ad un mal funzionamento diurno (cattivo umore, irritabilità, difficoltà cognitive, eccessiva sonnolenza nelle ore diurne).

L’insonnia può essere conseguenza o parte di un altro disturbo medico o psichiatrico (si parla allora di insonnia secondaria) oppure presentarsi come forma indipendente e autonoma (insonnia primaria).

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Attacchi di panico: sintomi, cause e come fermarli

attacco di panicoSei al ristorante, al parco, in ufficio, al supermercato, nella piazza del paese, al mare sotto l'ombrellone, in casa sul divano… ti sembrava di stare abbastanza bene, quando all'improvviso, senti l'aria che inizia a mancare o il battito che accelera, oppure inizi a sudare freddo, alle volte arriva qualche capogiro, un senso di nausea o una percezione di estraneamento. Cerchi di allontanarti dalla situazione o chiedi aiuto, e nel frattempo ti assale il terrore che possa star succedendo proprio qualcosa di brutto. Starò per morire o avere un infarto?

La risposta? Con buona probabilità stai sperimentando un attacco di panico.

Per definizione l'attacco di panico consiste in un'improvvisa ondata di paura o disagio, durante la quale si sviluppano svariati sintomi fisici e/o cognitivi tra cui palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremore, formicolii, sensazione di mancanza d'aria o soffocamento, dolori al petto, nausee, sensazioni di instabilità o di svenimento, distacco dalla realtà, paura di morire, impazzire o perdere il controllo.

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Conoscere e sconfiggere la Timidezza.

timidezza imbarazzo

"La timidezza è un difetto che è rischioso rimproverare alle persone che vogliamo correggere" (F. de La Rochefoucauld)

La timidezza è un fenomeno universale, che ritroviamo in tutti i Paesi e in tutte le culture, sebbene con incidenze diverse (In Italia “colpisce” in forma lieve quasi il 60% dei soggetti, e il 10% in forma cronica).

Ma che cos’è la timidezza? Sembra impossibile darne una definizione univoca. Certamente rientra tra le forme, più o meno lievi, di ansia sociale. Si caratterizza per la tendenza a mantenersi in ombra, ad essere imbarazzati nelle situazioni sociali, nonostante il desiderio di stabilire relazioni. E’ legata alla paura del giudizio negativo altrui, ad una bassa autostima e ad uno stile attribuzionale pessimistico per cui i successi sono dovuti a fattori esterni e casuali e i danni sono provocati da fattori interni e stabili. Costituita quindi sia da una sofferenza interiore che da un comportamento goffo ed evitante esterno.

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Dott.ssa Chiara Francesconi

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Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Paul Gilbert, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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