Introversione e timidezza sono spesso usati come sinonimi ma in realtà rappresentano due concetti distinti.
Il soggetto timido si sente a disagio nei contesti sociali e in situazioni a lui poco familiari, teme il giudizio altrui, si sente inadeguato, ha poca fiducia nelle sue capacità e sottostima le sue risorse. Vorrebbe fare amicizia ma non riesce. Questa difficoltà a relazionarsi serenamente comporta varie problematiche psicologiche tra cui ansia, sintomi depressivi, solitudine, fobie e scarso rendimento scolastico (nei giovani).
Il soggetto introverso non ha interesse a coltivare tanti rapporti sociali, preferisce stare con pochi amici selezionati. Non evita le occasioni sociali, se si presentano, ma non le ricerca attivamente o costantemente, ha bisogno di rifugiarsi nella solitudine per ricaricarsi. Quando è necessario si rapporta con gli altri in maniera adeguata e senza timori. L’asocialità in questo caso non viene vissuta come problematica per la persona, che quindi non ne soffre.
Sei al ristorante, al parco, in ufficio, al supermercato, nella piazza del paese, al mare sotto l'ombrellone, in casa sul divano… ti sembrava di stare abbastanza bene, quando all'improvviso, senti l'aria che inizia a mancare o il battito che accelera, oppure inizi a sudare freddo, alle volte arriva qualche capogiro, un senso di nausea o una percezione di estraneamento. Cerchi di allontanarti dalla situazione o chiedi aiuto, e nel frattempo ti assale il terrore che possa star succedendo proprio qualcosa di brutto. Starò per morire o avere un infarto?
