Perché non riesco a seguire una dieta? Scegli l'alimentazione consapevole

 L’ambiente “obesogeno” occidentale si caratterizza per l’abbondanza di cibo non salutare. Tale ambiente ha comportato la crescita del numero di persone che tentano di controllare il loro peso corporeo. Uno studio americano ha riportato che oltre il 70% degli adulti negli Stati Uniti rivelava di aver contato le calorie, ridotto la quantità di introito giornaliero o dei grassi o aumentato i livelli di attività fisica almeno una volta negli ultimi 4 anni. 

Le persone che tentano di controllare il loro peso, con una certa frequenza o regolarità, limitando l’apporto calorico, vengono definite “persone cronicamente a dieta” o “mangiatori restrittivi”.

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Mindful eating per patologie croniche. Diabete, celiachia, colite, ipertensione, insufficienza renale: il ruolo dell'alimentazione consapevole

Esistono varie patologie mediche che richiedono un'adeguata alimentazione per consentire un miglior controllo dei sintomi e delle conseguenze negative per la salute. 

Spesso le persone affette da tali patologie vengono sottoposte a diete rigide e restrittive, che conducono ad un senso di frustrazione, abbattimento, se non vera e propria depressione o stati d'ansia. La Mindful eating, ossia l'alimentazione consapevole, è una strategia basata sulla personalizzazione dell'alimentazione e sull'ascolto del proprio corpo, che aiuta a restare in salute senza sentirsi deprivati di cibo! 

Ma torniamo a noi. Quali sono le patologie mediche che vedono spesso associata la prescrizione dietetica?

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Sovrappeso, alimentazione squilibrata e disturbi alimentari

Le ricerche ci dicono che i tassi di sovrappeso e obesità si sono moltiplicati negli ultimi anni, e spesso il ricorso a diete drastiche e rigide ha contribuito al mantenersi e al prolificare di questa problematica. "Ma quella volta ho perso tanti chili! Quella dieta funzionava a meraviglia!"... e allora come mai li hai ripresi tutti? Come mai non la segui più? Probabilmente è perché quel regime alimentare non era equilibrato o adatto per essere mantenuto sul lungo termine! La vera "dieta" è quella che potresti fare per tutta la vita, senza sentirti "in debito di cibo".

La Mindful eating, o alimentazione consapevole, è una strategia di recupero della sana alimentazione più equilibrata, in grado di fornire benefici sul lungo termine e stabilizzazione del proprio peso corporeo. La mindful eating fa parte del filone della consapevolezza (mindfulness) applicata da diversi anni nei settori psicologici per far fronte a vari disturbi affettivi.

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Mio figlio non mangia la frutta e/o la verdura: Cosa fare?

 L’apporto di frutta e verdura nei giovani è piuttosto basso nonostante le raccomandazioni alimentari che incoraggiano a un consumo maggiore di tali alimenti. Soltanto il 20% dei bambini in età prescolare consuma le 5 porzioni quotidiane raccomandate. 

L’accessibilità e l’esposizione a frutta e verdura sono fattori determinati nello sviluppare preferenza alimentare per tali alimenti. I genitori influenzano le scelte e gli schemi alimentari dei figli attraverso i cibi che vengono portati a tavola, tramite il tipo di pratiche alimentari utilizzate e tramite l’esempio comportamentale fornito.

I genitori che fanno pressione sui figli, e che si basano sulla regola del “mangia ciò che ti dico”, spesso li persuadono a consumare certi alimenti a fronte di una ricompensa, come il poter uscire fuori a giocare. Questa strategia si rivela tuttavia fallimentare nel lungo periodo e non si associa al formarsi di una scelta e preferenza alimentari verso frutta e verdura. 

Al contrario, un approccio genitoriale basato sul “mangia ciò che mangio io” e sul buon esempio, favorisce il modellamento e l’adesione a regole alimentari salutari, non imposte ma sviluppate in autonomia.

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Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo: la nuova categoria “ARFID” per identificare comportamenti alimentari squilibrati, spesso presenti in bambini e pre-adolescenti.

Il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (in inglese, riassunto nell’acronimo ARFID) è una categoria diagnostica inserita nell’ultima edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Fino a poco tempo fa, tutti i problemi alimentari che non rientravano a pieno nelle patologie ben note di anoressia, bulimia e binge eating, finivano in una generica etichetta di “disturbo alimentare non specificato”. Con gli ultimi aggiornamenti in materia, si possono finalmente connotare le molte sfaccettature dei restanti disordini alimentari. 

In particolare, in questo articolo, parliamo di “disturbo evitante/restrittivo dell’alimentazione”.

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Psicoeducazione e mindful eating per l'auto-gestione del diabete mellito

Il diabete mellito (DM) è uno dei grandi problemi dell’assistenza sanitaria globale: la sua prevalenza sta raggiungendo tassi allarmanti. Nonostante gli avanzamenti delle terapie mediche e farmacologiche, questa complessa condizione medica sembra richiedere un approccio diversificato e multidisciplinare che prevede: farmacoterapia, attività fisica, sana alimentazione, programmi di informazione ed educazione all’autogestione della malattia e gestione dello stress. 

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Bambini e Cibo: le problematiche alimentari in età evolutiva.

Una sana ed equilibrata alimentazione è sicuramente un fattore importante per la crescita psico-fisica dei bambini e per assicurare la protezione da vari disturbi e malattie. Pertanto, riscontrare problemi nel rapporto con il cibo nei figli, è fonte di preoccupazione, frustrazione, ansia e stress per genitori e famiglie. 

I comportamenti alimentari dei bambini, sebbene non patologici (nella maggior parte dei casi non hanno a che fare con processi di anoressia o bulimia) possono comunque essere fonte di malessere (in primis per la famiglia!) e provocare carenze nutrizionali. 

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Lo sviluppo delle preferenze alimentari

La prospettiva sistemica dello sviluppo di preferenze alimentari considera l’interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali nella creazione di determinate scelte alimentari.

Tra le predisposizioni genetiche maggiormente studiate e analizzate si trovano: la reazione neofobica a nuovi cibi e la capacità di apprendere delle preferenze sulla base di associazioni con il contesto e con le conseguenze del mangiare alcuni alimenti.

Con il termine preferenza ci si riferisce alla selezione di un alimento piuttosto che un altro sulla base del gusto, anche se il gradimento è solo uno dei motivi che guida la selezione alimentare. 

Il gusto regna sovrano nel determinare le scelte alimentari, e ciò enfatizza quanto l’atto del mangiare sia un’importante fonte di piacere nella nostra vita quotidiana. Le uniche altre attività che possono essere paragonate ad un “buon pasto” sembrano essere a) passare del tempo con la propria famiglia; b) andare in vacanza e c) fare l’amore.

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Dott.ssa Chiara Francesconi

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Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Paul Gilbert, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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