L’obesità e il sovrappeso affliggono la nostra popolazione. In molti paesi del mondo la loro soglia ha superato il 15% della popolazione – limite critico per cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente definito l’accrescimento di questi casi come una vera e propria epidemia e fenomeno patologico.
L’obesità sta infatti superando il fumo come primo fattore di rischio prevenibile di mortalità. Il sovrappeso è una malattia, non un fattore estetico.
Tuttavia, la massiccia e forse non corretta informazione ha trasmesso il messaggio erroneo alla sponsorizzazione della magrezza e al ricorso alle diete più svariate.
Oscar Wilde sosteneva che “l'unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata”. E aveva ragione.
Abbiamo già parlato dell’alimentazione guidata dalle emozioni
Il termine Emotional Eating sta per Alimentazione Emotiva o Fame Emotiva e consiste in un comportamento alimentare in cui un individuo risponde a una situazione emotivamente carica e stressante con un modo di alimentarsi incontrollato e ipercalorico, anche in assenza di fame, che può condurre a vere e proprie abbuffate.
Il culturismo, o bodybuilding, è una pratica sportiva che ha come fine il cambiamento della composizione corporea tramite l’aumento e la marcata definizione della massa muscolare, il quale viene perseguito attraverso un preciso regime alimentare e attività di sollevamento pesi. Durante una competizione di culturismo, gli atleti esibiscono il loro fisico di fronte ad una giuria, che assegna i punteggi in base alla dimensione, alla simmetria e alla definizione della muscolatura.
Una delle più recenti strategie applicate in psicoterapia cognitivo comportamentale è quella della “Mindfulness”. Questa tecnica ha origini buddiste e può essere tradotta in italiano come “attenzione consapevole, accettante e non giudicante”. In altre parole trattasi di un metodo di meditazione “attivo”, il cui fine ultimo è quello di vivere a pieno l’esperienza presente, prestando consapevolezza a tutte le sensazioni corporee, percettive, e fisiologiche che comporta una qualsiasi attività quotidiana.