Attualmente i mass media ci inondano di informazioni riguardanti la "sana" alimentazione. Stiamo divenendo più consapevoli dei metodi di produzione e raccolta dei cibi, dei loro metodi di conservazione e di vendita. Sono sempre più anche le notizie riguardanti i rischi relativi ai danni procurati da una "cattiva" alimentazione. Tuttavia molto spesso tali informazioni sono contrastanti o poco specifiche; non tarate sulle condizioni di vita di ciascun specifico soggetto (livelli di esercizio fisico, attività lavorativa svolta, patologie presenti, intolleranze ecc...). Unito al fatto che, spesso, tali informazioni vengono veicolate da amici e conoscenti, e quindi si basano sul "sentito dire" e sul passaparola, si finisce per aderire a piani alimentari inadeguati e squilibrati.
Recentemente, il comportamento alimentare caratterizzato da un’esagerata preoccupazione per la qualità del cibo è stato descritto come Ortoressia Nervosa (ON), la quale rappresenta un nuovo emergente disturbo alimentare [Bratman & Knight 2000, Kummer et al. 2008]. Attualmente, sembra che il problema riguardi circa il 15% dei soggetti con disregolazioni alimentari, ed in prevalenza uomini.