Dott.ssa Chiara Francesconi

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Le strategie fallimentari nella dieta - 1: Il divieto e le restrizioni alimentari.

divieti nella dietaOscar Wilde sosteneva che “l'unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata”. E aveva ragione. 

Vietarci qualcosa lo rende ai nostri occhi fortemente desiderabile, l’oggetto tabù diventa un’ossessione nelle nostre menti. Questo dipende da alcuni meccanismi psicologici.

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I meccanismi psicologici dell'alimentazione

psicologia dell'alimentazioneAbbiamo già parlato dell’alimentazione guidata dalle emozioni in questo articolo. Tuttavia esistono anche altri meccanismi psicologici in grado di influenzare le qualità e quantità di cibi che mangiamo.

La storia di ognuno di noi è caratterizzata da vari episodi a tonalità emotiva riguardanti il mangiare: dal ricordo sfocato dell’allattamento, al pasto all’asilo con i compagni, dalle cene fuori con gli amici, alle pause pranzo al lavoro, dai cenoni natalizi e della domenica, al quotidiano pasto familiare e così via. E ogni episodio può colorarsi di una sfumatura precisa, positiva o negativa, e restare così indelebile nella nostra mente, lasciando tracce inconsapevoli nei nostri successivi processi decisionali (del cosa e quanto mangiare).

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Che cos'è l'Emotional Eating o fame emotiva (fame nervosa)?

emotional eatingIl termine Emotional Eating sta per Alimentazione Emotiva o Fame Emotiva e consiste in un comportamento alimentare in cui un individuo risponde a una situazione emotivamente carica e stressante con un modo di alimentarsi incontrollato e ipercalorico, anche in assenza di fame, che può condurre a vere e proprie abbuffate.

In altre parole, corrisponde alla ricerca di cibo per cercare coccole, rassicurazione, scioglimento della tensione, distrazione e/o piacere.

Il mangiare è un bisogno primario (come la sete e l’istinto di riproduzione) ma, al pari degli altri bisogni primari, non è soltanto una necessità: è anche fonte di piacere! E’ pertanto facile cadere in tentazione e alimentarsi in assenza di reale fame.

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Il paradosso dell’ortoressia: quando mangiare “sano” diventa un problema.

Attualmente i mass media ci inondano di informazioni riguardanti la "sana" alimentazione. Stiamo divenendo più consapevoli dei metodi di produzione e raccolta dei cibi, dei loro metodi di conservazione e di vendita. Sono sempre più anche le notizie riguardanti i rischi relativi ai danni procurati da una "cattiva" alimentazione. Tuttavia molto spesso tali informazioni sono contrastanti o poco specifiche; non tarate sulle condizioni di vita di ciascun specifico soggetto (livelli di esercizio fisico, attività lavorativa svolta, patologie presenti, intolleranze ecc...). Unito al fatto che, spesso, tali informazioni vengono veicolate da amici e conoscenti, e quindi si basano sul "sentito dire" e sul passaparola, si finisce per aderire a piani alimentari inadeguati e squilibrati. 

Recentemente, il comportamento alimentare caratterizzato da un’esagerata preoccupazione per la qualità del cibo è stato descritto come Ortoressia Nervosa (ON), la quale rappresenta un nuovo emergente disturbo alimentare [Bratman & Knight 2000, Kummer et al. 2008].  Attualmente, sembra che il problema riguardi circa il 15% dei soggetti con disregolazioni alimentari, ed in prevalenza uomini.

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La dismorfia muscolare (o vigoressia): disturbo ossessivo compulsivo o problema alimentare?

Il culturismo, o bodybuilding, è una pratica sportiva che ha come fine il cambiamento della composizione corporea tramite l’aumento e la marcata definizione della massa muscolare, il quale viene perseguito attraverso un preciso regime alimentare e attività di sollevamento pesi. Durante una competizione di culturismo, gli atleti esibiscono il loro fisico di fronte ad una giuria, che assegna i punteggi in base alla dimensione, alla simmetria e alla definizione della muscolatura. 

Sebbene esistano anche donne dedite al culturismo, il bodybuiliding appare prevalentemente come uno sport maschile. Quando praticato ad alti livelli, può spingere ad allenamenti incessanti in grado di creare condizioni di rischio, organiche e psicologiche. La pratica sportiva è costituita da sforzi submassimali ripetuti: un’attività anaerobica che può provocare sovraccarico delle articolazioni ed eventi vascolari, specialmente se protratta per lungo tempo.

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La mindful-eating: mindfulness applicata alla gestione dell'alimentazione e alle abbuffate.

mangiare distrattamenteUna delle più recenti strategie applicate in psicoterapia cognitivo comportamentale è quella della “Mindfulness”. Questa tecnica ha origini buddiste e può essere tradotta in italiano come “attenzione consapevole, accettante e non giudicante”. In altre parole trattasi di un metodo di meditazione “attivo”, il cui fine ultimo è quello di vivere a pieno l’esperienza presente, prestando consapevolezza a tutte le sensazioni corporee, percettive, e fisiologiche che comporta una qualsiasi attività quotidiana.

Tra le attività quotidiane svolte con minor attenzione e consapevolezza vi è proprio l’atto del mangiare, che spesso viene svolto in fretta, rivolgendo la mente e l’ascolto ad altri pensieri o distrazioni (ltv, cellulare e quant’altro avviene durante un comune pasto!). Riscoprendo le reali percezioni e sensazioni collegate al cibo è possibile autoregolare e gestire gli impulsi (non fisiologici,  ma emotivi!) correlati alle abbuffate e alla cattiva alimentazione.

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Riconoscere e fermare i pensieri che conducono agli sgarri nella dieta!

Ribadisco spesso l’importanza che rivestono e la potenza che detengono i nostri stessi pensieri: semplici e banali frasi pronunciate, o soltanto “pensate” all’interno del dialogo silenzioso che intratteniamo con noi stessi, possono provocare l’innesco di emozioni e agiti, e compromettere l’equilibrio psico-fisico, minacciando l’adesione ad un piano di alimentazione regolare e benefico.

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Abbuffate: perchè perdo il controllo? Cause e rimedi per eliminare le abbuffate.

binge eating disorderCon abbuffata si intende un’assunzione di cibo in quantità eccessiva.

Le abbuffate sono una caratteristica tipica di molti problemi alimentari, e sebbene simili dal punto di vista “oggettivo”, portano con sé cause e conseguenze diverse a seconda del problema sottostante.

Il disturbo da alimentazione incontrollata (detto anche Binge Eating) si basa sulla presenza di abbuffate incontrollate, in diversi momenti del giorno, per diversi giorni della settimana. Il consumo dei cibi spesso avviene di nascosto, in solitudine, e questo fa pensare che la persona in qualche modo si vergogni di sé e di questa perdita di controllo.

Molto simile ad esso, c’è la Night Eating syndrome, ossia l’alimentazione incontrollata notturna. In questo caso, le abbuffate si presentano nel corso della notte, mentre di giorno la persona tende a mangiare poco o niente (specialmente a colazione e nella prima parte della giornata) e ad alimentarsi in maniera scorretta e poco equilibrata a cena. Si presentano spesso problemi nell’addormentarsi, e necessità di mangiare per riuscire a coricarsi tranquilli.

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Dott.ssa Chiara Francesconi

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Riferimenti terapeutici

Schema Therapy, Teoria dell'Attaccamento, Circle of Security, Mindfulness, Alleanza Terapeutica, Psicoeducazione.

Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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