Le strategie fallimentari nella dieta: Il divieto e le restrizioni alimentari.

Oscar Wilde sosteneva che “l'unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata”. E aveva ragione. 

Vietarci qualcosa lo rende ai nostri occhi fortemente desiderabile, l’oggetto tabù diventa un’ossessione nelle nostre menti. Questo dipende da alcuni meccanismi psicologici.

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I meccanismi psicologici dell'alimentazione

Abbiamo già parlato dell’alimentazione guidata dalle emozioni in questo articolo. Tuttavia esistono anche altri meccanismi psicologici in grado di influenzare le qualità e quantità di cibi che mangiamo.

La storia di ognuno di noi è caratterizzata da vari episodi a tonalità emotiva riguardanti il mangiare: dal ricordo sfocato dell’allattamento, al pasto all’asilo con i compagni, dalle cene fuori con gli amici, alle pause pranzo al lavoro, dai cenoni natalizi e della domenica, al quotidiano pasto familiare e così via. E ogni episodio può colorarsi di una sfumatura precisa, positiva o negativa, e restare così indelebile nella nostra mente, lasciando tracce inconsapevoli nei nostri successivi processi decisionali (del cosa e quanto mangiare).

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Il paradosso dell’ortoressia: quando mangiare “sano” diventa un problema.

Attualmente i mass media ci inondano di informazioni riguardanti la "sana" alimentazione. Stiamo divenendo più consapevoli dei metodi di produzione e raccolta dei cibi, dei loro metodi di conservazione e di vendita. Sono sempre più anche le notizie riguardanti i rischi relativi ai danni procurati da una "cattiva" alimentazione. Tuttavia molto spesso tali informazioni sono contrastanti o poco specifiche; non tarate sulle condizioni di vita di ciascun specifico soggetto (livelli di esercizio fisico, attività lavorativa svolta, patologie presenti, intolleranze ecc...). Unito al fatto che, spesso, tali informazioni vengono veicolate da amici e conoscenti, e quindi si basano sul "sentito dire" e sul passaparola, si finisce per aderire a piani alimentari inadeguati e squilibrati. 

Recentemente, il comportamento alimentare caratterizzato da un’esagerata preoccupazione per la qualità del cibo è stato descritto come Ortoressia Nervosa (ON), la quale rappresenta un nuovo emergente disturbo alimentare [Bratman & Knight 2000, Kummer et al. 2008].  Attualmente, sembra che il problema riguardi circa il 15% dei soggetti con disregolazioni alimentari, ed in prevalenza uomini.

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La dismorfia muscolare (o vigoressia): disturbo ossessivo compulsivo o problema alimentare?

Il culturismo, o bodybuilding, è una pratica sportiva che ha come fine il cambiamento della composizione corporea tramite l’aumento e la marcata definizione della massa muscolare, il quale viene perseguito attraverso un preciso regime alimentare e attività di sollevamento pesi. Durante una competizione di culturismo, gli atleti esibiscono il loro fisico di fronte ad una giuria, che assegna i punteggi in base alla dimensione, alla simmetria e alla definizione della muscolatura. 

Sebbene esistano anche donne dedite al culturismo, il bodybuiliding appare prevalentemente come uno sport maschile. Quando praticato ad alti livelli, può spingere ad allenamenti incessanti in grado di creare condizioni di rischio, organiche e psicologiche. La pratica sportiva è costituita da sforzi submassimali ripetuti: un’attività anaerobica che può provocare sovraccarico delle articolazioni ed eventi vascolari, specialmente se protratta per lungo tempo.

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La mindful-eating: mindfulness applicata alla gestione dell'alimentazione e alle abbuffate.

mindful eatingUna delle più recenti strategie applicate in psicoterapia cognitivo comportamentale è quella della “Mindfulness”. Questa tecnica ha origini buddiste e può essere tradotta in italiano come “attenzione consapevole, accettante e non giudicante”. In altre parole trattasi di un metodo di meditazione “attivo”, il cui fine ultimo è quello di vivere a pieno l’esperienza presente, prestando consapevolezza a tutte le sensazioni corporee, percettive, e fisiologiche che comporta una qualsiasi attività quotidiana.

Tra le attività quotidiane svolte con minor attenzione e consapevolezza vi è proprio l’atto del mangiare, che spesso viene svolto in fretta, rivolgendo la mente e l’ascolto ad altri pensieri o distrazioni (ltv, cellulare e quant’altro avviene durante un comune pasto!). Riscoprendo le reali percezioni e sensazioni collegate al cibo è possibile autoregolare e gestire gli impulsi (non fisiologici,  ma emotivi!) correlati alle abbuffate e alla cattiva alimentazione.

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Disturbi dell'alimentazione

disturbi alimentari I disturbi dell’alimentazione consistono in disfunzioni del comportamento alimentare e/o in comportamenti finalizzati al controllo del peso e delle forme corporee, i quali danneggiano in maniera significativa la salute fisica e/o il funzionamento psicologico della persona.

Tra le problematiche alimentari rientrano: anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata.

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Dott.ssa Chiara Francesconi

chiarafrancesconi.psico@gmail.com

 

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Schema Therapy, Attaccamento, Compassion, Mindfulness, Alleanza Terapeutica, Psicoeducazione.

Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Paul Gilbert, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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