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MIO FIGLIO NON MANGIA LA FRUTTA E/O LA VERDURA. COSA FARE?

 L’apporto di frutta e verdura nei giovani è piuttosto basso nonostante le raccomandazioni alimentari che incoraggiano a un consumo maggiore di tali alimenti. Soltanto il 20% dei bambini in età prescolare consuma le 5 porzioni quotidiane raccomandate. 

L’accessibilità e l’esposizione a frutta e verdura sono fattori determinati nello sviluppare preferenza alimentare per tali alimenti. I genitori influenzano le scelte e gli schemi alimentari dei figli attraverso i cibi che vengono portati a tavola, tramite il tipo di pratiche alimentari utilizzate e tramite l’esempio comportamentale fornito.

I genitori che fanno pressione sui figli, e che si basano sulla regola del “mangia ciò che ti dico”, spesso li persuadono a consumare certi alimenti a fronte di una ricompensa, come il poter uscire fuori a giocare. Questa strategia si rivela tuttavia fallimentare nel lungo periodo e non si associa al formarsi di una scelta e preferenza alimentari verso frutta e verdura. 

Al contrario, un approccio genitoriale basato sul “mangia ciò che mangio io” e sul buon esempio, favorisce il modellamento e l’adesione a regole alimentari salutari, non imposte ma sviluppate in autonomia.

 

 

I RISULTATI DELLE RICERCHE.

I tentativi di prevenzione che incoraggiano l'assunzione di frutta e verdura si sono recentemente concentrati sui bambini, al fine di aiutare le giovani generazioni a crescere con abitudini salutari fin dall'inizio. 

Le somiglianze genitore-figlio nell'assunzione di frutta e verdura sono coerenti con uno studio recente in cui il consumo di frutta delle madri predice il consumo di frutta dei bambini in età scolare. Questa associazione può riflettere un processo di “modellamento diretto” e suggerisce che i pranzi e le cene di famiglia possono fornire un'opportunità particolarmente importante per i bambini di osservare i modelli alimentari e ortofrutticoli dei loro genitori, poiché gli adulti tendono a consumare la maggior parte di frutta, succhi e verdure durante i pasti principali. In queste circostanze, l’interazione genitore-figlio diventa di particolare interesse poiché il bambino inizia a considerare i vegetali come “cibo da pasto” e a servirsene una porzione adeguata. 

Le somiglianze tra genitori e figli nell'assunzione di frutta e verdura possono anche rappresentare semplicemente l'esposizione dei bambini e l'accessibilità a quei frutti e ortaggi che i genitori preferiscono e portano in tavola.

È invece emersa un'associazione negativa tra l'uso della pressione da parte dei genitori e l'assunzione di frutta e verdura da parte dei ragazzi. Tale ricerca mostra come alti livelli di controllo genitoriale sull'alimentazione dei bambini possano sfociare in esiti indesiderabili. In particolare, la pressione nell'alimentazione dei bambini può avere influenze negative che vanno oltre le preferenze per determinati alimenti o l'assunzione di alimenti specifici, arrivando a includere caratteristiche più ampie della dieta dei bambini, come la riduzione dell’apporto globale di micronutrienti. 

Il ruolo potenziale del consumo di frutta e verdura nella prevenzione delle patologie croniche e la difficoltà di modificare i comportamenti alimentari degli adulti sottolinea la necessità di capire come vengono a stabilirsi i modelli di assunzione di frutta e verdura nei primi anni di vita.

Gli interventi per aumentare l'assunzione di frutta e verdura da parte dei bambini dovrebbero esplicitamente indirizzare le pratiche di assunzione e di alimentazione dei genitori. In particolare, i genitori dovrebbero offrire ampie opportunità in cui i bambini possano fare esperienza ripetuta del consumo di vegetali. I bambini dovrebbero essere incoraggiati a provare, piuttosto che a "finire" sempre le verdure; i segnali interni del bambino dovrebbero essere la sua guida principale per determinare quando iniziare e quando smettere di mangiare. I genitori possono incoraggiare al meglio l'assunzione di frutta e verdura nei loro figli agendo come modelli di imitazione.

 

 

Letture consigliate correlate:

Lo sviluppo delle preferenze alimentari

 

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Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa Psicoterapeuta Cognitiva - Fano/Lucrezia/Mondavio - Pesaro Urbino

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