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"Se mi stimi, mi stimo anch'io": lo schema della ricerca di approvazione e riconoscimento.

Le persone che presentano lo schema della ricerca di approvazione e riconoscimento tendono ad attribuire un’importanza eccessiva all’approvazione e/o al riconoscimento da parte degli altri, finendo per trascurare i propri bisogni, le proprie esigenze più intime e le proprie inclinazioni naturali.

Queste persone tendono a concentrarsi maggiormente sulle reazioni altrui, piuttosto che sulle proprie sensazioni interne.

 

Esse possono suddividersi in due sottotipi:

  • chi cerca approvazione nei termini di essere accettati da una persona o integrati in un gruppo e quindi si sforza di piacere e di seguire le tendenze e la linea di pensiero altrui,
  • chi cerca riconoscimenti, cioè lodi ed elogi e quindi si sforza per mettersi sempre in luce favorevole, spesso appigliandosi allo status sociale, alla ricchezza, alla carriera, all’apparenza. A quest’ultimo gruppo tendono ad appartenere le personalità narcisiste.

In ogni caso per l’individuo l’essenziale è ottenere riconoscimento e stima da parte degli altri per sentirsi bene con se stesso, indipendentemente che ciò che si ha o si fa per ottenere tali approvazioni sia in linea con i propri valori, le proprie attitudini e necessità interne.

La ricerca di continua approvazione non permette all’individuo di esprimersi a pieno. Le persone possono comportarsi in maniera accondiscendente, eccessivamente attenta ai desideri altrui, talvolta sottomessa. Per contro, la ricerca di riconoscimento può portare ad atteggiamenti presuntuosi ed arroganti, al vanto dei propri successi, allo spostamento delle conversazioni su argomenti che anche indirettamente consentono di mettersi in mostra.

  • Come può insorgere questo schema?

Come già detto nell’articolo introduttivo sulla Schema Therapy (Uscire dagli "schemi": la Schema Therapy), gli schemi possono originare anche dal “TROPPO”, e questo è uno dei casi. Spesso emergono racconti di famiglie molto presenti e premurose che ricoprono quotidianamente di lodi e attenzioni il bambino, anche quando compie semplici attività di routine. In altri casi, si ritrovano famiglie amorevoli, ma caratterizzate da un’eccessiva attenzione e preoccupazione per l’apparenza e il giudizio degli altri. Alcune volte le persone cresciute in queste famiglie riferiscono di essersi sentite amate e coccolate, ma sentono di non aver sviluppato un’opinione ferma e stabile di se stessi, una valutazione di sé indipendente dal giudizio altrui. Per contro riportano sensazioni di inautenticità e scarsa autostima.

Altre volte invece, a seguito di deprivazioni emotive o esclusione sociale, lo schema si sviluppa per “iper compensazione”, cioè per l’idea che per non ricadere negli stati spiacevoli e nella situazione di poca amabilità ed esclusione, bisogna essere accondiscendenti o sviluppare doti ammirevoli.

I comportamenti di ricerca di approvazione e riconoscimento possono essere tipici anche di altri schemi; per differenziarli occorre conoscere ciò che sta alla base di tali comportamenti, cioè le motivazioni di fondo per cui una persona agisce in tal modo. Ad esempio il darsi totalmente agli altri si ritrova anche nelle trappole della sottomissione e dell’autosacrificio che sono però guidate dal timore di essere puniti, abbandonati o dal nuocere all’altro, elementi che non si ritrovano nello schema di ricerca di approvazione. La ricerca di standard elevati può apparire simile alla ricerca di carriera, ricchezza e apparenza, ma è guidata dal voler raggiungere uno standard interno, soggettivo.

Le convinzioni che invece guidano lo schema della ricerca di approvazione e riconoscimento sono del tipo “valgo qualcosa solo se vengo accettato”, “posso ottenere l’attenzione, l’affetto e l’amore altrui solo se sarò ammirato”.

Sebbene, a livelli non eccessivi, la ricerca di approvazione, stima e accettazione sia un elemento naturale e sano (la capacità di scendere a compromessi e la reciprocità appaiono essenziali per sviluppare rapporti soddisfacenti, così come il puntare sui propri pregi e minimizzare i propri difetti può essere un modo per fare amicizie e per attirare l’interesse di un potenziale partner) diventa patologica quando l’individuo arriva (consapevolmente o inconsciamente) a “nascondere” il suo vero Sé e le proprie necessità e aspirazioni in favore del giudizio altrui.

 

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Riferimenti terapeutici

Schema Therapy, Teoria dell'Attaccamento, Circle of Security, Mindfulness, Alleanza Terapeutica, Psicoeducazione.

Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa Psicoterapeuta Cognitiva - Fano/Lucrezia/Mondavio - Pesaro Urbino

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