Il Binge Eating Disorder (BED), o disturbo da alimentazione incontrollata, è il disturbo alimentare più frequente nella popolazione generale — più comune dell’anoressia e della bulimia messe insieme, sebbene sia ancora poco conosciuto e spesso non riconosciuto da chi ne soffre.
Chi ha il BED vive episodi ricorrenti di abbuffate incontrollate: mangia grandi quantità di cibo in un tempo relativamente breve, con la sensazione di non riuscire a fermarsi, anche quando non ha fame o si sente già sazio. Diversamente dalla bulimia, dopo l’abbuffata non segue un comportamento compensatorio come il vomito o il digiuno prolungato — e questo lascia spesso la persona con un forte senso di colpa, vergogna e disagio.
Cosa si intende per abbuffata
Non ogni eccesso alimentare è un’abbuffata nel senso clinico del termine. Fare il bis abbondante durante una cena di famiglia o mangiare più del solito in un momento di festa non rientra in questa definizione. Un’abbuffata compulsiva ha caratteristiche precise:
- Si mangia una quantità di cibo oggettivamente elevata in un periodo di tempo circoscritto (di solito meno di due ore)
- C’è una sensazione di perdita di controllo: la persona sente di non riuscire a smettere
- Spesso si mangia molto più velocemente del normale
- Si continua a mangiare anche oltre il senso di pienezza, fino a sentirsi a disagio
- Spesso si mangia da soli, per vergogna di quanto si sta mangiando
- Dopo l’abbuffata arrivano senso di colpa, disgusto verso se stessi o umore depresso
Per parlare di BED, questi episodi devono essere ricorrenti e causare un disagio significativo nella vita della persona.
Le abbuffate possono essere la conseguenza di diete precedenti, specialmente quelle molto rigide o drastiche, che creano un ciclo di privazione e perdita di controllo. Oppure possono essere legate a difficoltà nella gestione delle emozioni: in questo caso il cibo diventa un mezzo di distrazione o consolazione da stati interni difficili da tollerare — ansia, noia, tristezza, rabbia, senso di colpa.
Le conseguenze del Binge Eating
Il BED non è semplicemente “mangiare troppo”. Ha ricadute concrete su più fronti.
Il Binge Eating è una delle principali cause di sovrappeso e obesità, o di oscillazione del peso a yo-yo. L’alimentazione eccessiva non viene compensata adeguatamente — spesso chi ne soffre fa poca attività fisica, o ricorre al digiuno il giorno successivo all’abbuffata, il che paradossalmente stimola nuove abbuffate dallo squilibrio che crea. Nel tempo questo pattern può portare a conseguenze metaboliche importanti.
Il ciclo abbuffata-senso di colpa-vergogna è logorante. Molte persone iniziano a evitare situazioni sociali legate al cibo, a nascondere il proprio comportamento alimentare, a sviluppare un rapporto sempre più conflittuale con il proprio corpo e con la propria autostima. Il disagio emotivo che ha innescato le abbuffate viene amplificato, non ridotto.
Binge eating o fame emotiva? Come capirlo
Non tutti coloro che mangiano per le emozioni hanno il Binge Eating Disorder. La fame emotiva è un comportamento molto più comune e diffuso — chiunque può aprire il frigo dopo una brutta giornata. Il BED si distingue per la frequenza, la perdita di controllo e il disagio significativo che provoca.
Se ti riconosci nell’impulso di mangiare per le emozioni ma non sei sicura/o di rientrare in un disturbo strutturato, puoi leggere l’articolo dedicato: Fame emotiva e abbuffate: perché succede e come smettere — che esplora questo comportamento in modo più ampio e con strumenti pratici.
Come si cura il Binge Eating
La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è uno dei trattamenti più validi per affrontare il Binge Eating Disorder, con un’efficacia ampiamente documentata dalla ricerca clinica.
N.B.: Durante il percorso di psicoterapia, salvo condizioni mediche specifiche, non viene solitamente prescritta una dieta. Dare regole alimentari rigide a chi soffre di BED spesso peggiora il problema: l’obiettivo è che la persona impari ad ascoltare i segnali del proprio corpo, non a seguire un altro schema esterno.
Il vero problema non è quello che si mangia, ma come — e perché — si mangia.
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Se ti stai chiedendo se quello che vivi possa essere Binge Eating, sul sito trovi due questionari gratuiti che possono aiutarti a fare chiarezza:
- Problemi di alimentazione incontrollata? — per valutare la presenza e la frequenza di comportamenti da binge eating
- Mindful Eating Test — per misurare il tuo livello di consapevolezza alimentare
FAQ: Domande frequenti sul Binge Eating
Qual è la differenza tra binge eating e bulimia?
Entrambi i disturbi prevedono episodi di abbuffate, ma nella bulimia seguono comportamenti compensatori — vomito autoindotto, uso di lassativi, digiuno prolungato o esercizio fisico eccessivo. Nel Binge Eating Disorder non c’è compensazione: l’abbuffata rimane tale, e questo contribuisce spesso al sovrappeso e a un senso di colpa più persistente.
Si può guarire dal binge eating?
Sì. Il BED risponde molto bene alla psicoterapia cognitivo-comportamentale. La maggior parte delle persone che intraprende un percorso strutturato vede una riduzione significativa delle abbuffate e un miglioramento del benessere emotivo complessivo. Non è necessario “conviverci”: è un disturbo trattabile.
Binge eating e sovrappeso: sono sempre collegati?
Non necessariamente. Il BED è presente anche in persone normopeso. Tuttavia è vero che è una delle cause più comuni di sovrappeso e obesità, e che chi è in sovrappeso o obeso ha una probabilità maggiore di presentare comportamenti da binge eating. In ogni caso, il peso è una conseguenza, non la causa del disturbo.
Quante abbuffate ci vogliono per avere il BED?
I criteri diagnostici prevedono episodi di abbuffate almeno una volta a settimana per almeno tre mesi, accompagnati da un disagio significativo. Ma anche prima di raggiungere questa soglia, se il rapporto con il cibo causa sofferenza, vale la pena parlarne con uno specialista.
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Articolo scritto da
Dott.ssa Chiara Francesconi
Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, si occupa di disturbi alimentari, disturbi d'ansia e schema therapy. Iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Marche n°2234. Offre percorsi di psicoterapia online tramite videochiamata.
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