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Il circolo della sicurezza e lo sviluppo dello stile di attaccamento.

L’essere umano è un animale sociale. Il bisogno di relazione è una delle necessità fondamentali, che guida e motiva le persone per tutta la vita, influenzando notevolmente il benessere e la qualità di vita.

Gli esseri umani, fin da piccolissimi, sviluppano diversi “sistemi relazionali” detti anche “sistemi motivazionali”, ossia insiemi di azioni, pensieri ed emozioni, che gli consentono di relazionarsi agli altri per soddisfare alcuni dei bisogni più importanti.

 

A seconda del periodo di sviluppo, i sistemi relazionali che possono manifestarsi sono:

  • Il sistema dell’attaccamento, finalizzato ad ottenere protezione, sicurezza, vicinanza e conforto di una (o più) figure di riferimento.
  • Il sistema dell’accudimento, finalizzato al prendersi cura di un altro, all’offrire sostegno e protezione.
  • Il sistema cooperativo, tramite cui si cerca di ottenere collaborazione tra pari.
  • Il sistema sessuale, che guida verso la formazione di una coppia sessuale, verso la procreazione e la generatività.
  • Il sistema del rango, in cui vi è una competizione per il rango sociale, per il posto di “superiorità”.

Il sistema dell’attaccamento è quello che si sviluppa più precocemente e che sembra restare sempre attivo per tutta la vita. Attuato in maniera evidente dai neonati, tramite pianto, richiesta di essere presi in braccio, vero e proprio “aggrappamento”; da adulti viene esternato attraverso richiesta di aiuto, di conforto, espressioni di sofferenza, ammissione di disagio. Queste manifestazioni hanno lo scopo di attivare nell’altro una reazione di “accudimento”, cioè di presa di cura, esternazioni di affetto, abbracci, frasi di conforto, ecc…

Il modo in cui le figure di riferimento del neonato (solitamente mamma e papà) rispondono alle sue richieste di bisogno di protezione e vicinanza sembra influenzare notevolmente il modo in cui il bambino, e successivamente l’adolescente e l’adulto che diventerà, si rapporterà al mondo esterno, alle amicizie e alla scelta del partner.

Pertanto appare di grande rilievo fornire un adeguato sostegno psicologico e guida pedagogica ai genitori nelle fasi della loro genitorialità e rapporto coi figli, per consentire la loro miglior crescita e sviluppo emotivo possibile.

Questa immagine rappresenta in maniera visiva e schematica il circolo di interrelazione che sta alla base del sistema di attaccamento.

Il bambino ha bisogno di esplorare il mondo e di sperimentare le sue capacità e sviluppare autonomia, ma mostra anche la necessità di avere una “base sicura” a cui far ritorno in caso di difficoltà.

Infatti, quando il bambino si trova in una condizione di paura, disagio e vulnerabilità cerca il genitore e la sua presenza. Se tali bisogni emotivi vengono soddisfatti adeguatamente, egli in tutta probabilità, riprenderà l’attività esplorativa, allontanandosi dalle figure di riferimento.

In altre parole, per potersi avventurare alla “scoperta del mondo”, il bambino necessita di un “porto sicuro” a cui rientrare in caso di bisogno.

E’ quindi possibile identificare almeno due importanti compiti genitoriali:

  1. il primo è quello di consentire al piccolo di esplorare il mondo e le sue abilità, concedendo sempre maggior autonomia e disponibilità all’allontanamento.
  2. il secondo è quello di mostrarsi accessibili e competenti nel fornire supporto, conforto e protezione nei momenti di difficoltà.

E’ fondamentale che il genitore mostri validazione e apprezzamento per qualsiasi emozione espressa dal bambino, in modo che egli possa sentirsi sempre fiducioso nell’esternare i propri sentimenti e nel condividere il suo mondo interiore. Ciò significa non minimizzare pianti, disagi, sconforti, e allo stesso tempo non amplificarli e non sentirsi sopraffatti da essi, impotenti.

Se il bambino percepisce un genitore in difficoltà, sovraccarico o critico nei confronti dei suoi bisogni emotivi, potrebbe costruire una sistema di attaccamento funzionale soltanto al mantenimento della relazione con le sue figure di riferimento (ma che non consentiranno un buon sviluppo emotivo, dell’autonomia o dell’adeguata fiducia nei confronti del mondo o delle sue capacità).

Se il genitore non è in grado di fornire supporto (perché critico, indifferente, o ansioso), il bambino potrebbe rinunciare alla comunicazione dei suoi momenti di difficoltà e alla ricerca di vicinanza, sviluppando un’autonomia ipertrofica, sentimenti di isolamento, ritiro dalle emozioni. Oppure potrebbe iniziare ad esternare in maniera eccessiva ed eclatante i suoi bisogni, sperando di ottenere così maggior attenzione.

Se il genitore non è in grado di tollerare i processi esplorativi e di distacco (anche in questo caso per timori, ansie, o rigidità eccessiva), il bambino sarà portato a restare a contatto con la figura di riferimento, mettendo a tacere le sue necessità di scoperta e autonomia, pur di non rompere tale relazione.

Queste condizioni portano allo sviluppo di pattern di attaccamento definiti “insicuri”, che possono compromettere fortemente il futuro benessere del bambino. Egli infatti potrebbe coltivare l’idea che per mantenere una relazione (che negli anni a seguire sarà di tipo amicale, sociale o affettiva con un partner) sia necessario restare “incollati” all’altro, lamentarsi, mostrare segnali di malessere fisico (attaccamento insicuro ambivalente) o al contrario che sia utile non mostrare totalmente sé stessi, il proprio lato “debole”, la propria emotività, restando distaccati e “pratici" (attaccamento insicuro evitante).

E’ facile comprendere come questi bambini, da adulti e da genitori, riproporranno tali “schemi” con le future generazioni, non avendo mai appreso e fatto esperienza di una modalità di relazione “sicura”.

Appare quindi fondamentale sostenere i genitori fin dalle prime fasi della nascita del piccolo, lavorando soprattutto sui loro sistemi di attaccamento (quelli che si sono sviluppati dalle loro prime relazioni con i loro genitori, legate alle modalità con cui sono stati accuditi, protetti, rassicurati ecc..), cercando di porre fine alla catena di trasmissione generazionale di stili di attaccamento “insicuri”. 

 

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Riferimenti terapeutici

Schema Therapy, Teoria dell'Attaccamento, Circle of Security, Mindfulness, Alleanza Terapeutica, Psicoeducazione.

Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa Psicoterapeuta Cognitiva

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