Dott.ssa Chiara Francesconi

348.8239755

Sedi di ricevimento

Fano - Lucrezia - Mondavio (PU)

Consulenza skype

chiara.francesconi3

Il gioco simbolico: "facciamo finta di..."

Dall'età di 2 anni circa, i bambini iniziano a rappresentarsi mentalmente i vissuti reali, e successivamente anche i vissuti fantastici. Il piccolo è in grado di replicare mentalmente qualcosa che ha visto e osservato in precedenza nel suo ambiente. Tali rappresentazioni prendono vita attraverso il “far finta” e l'utilizzo di oggetti rivestiti di un particolare significato: è da qui che una scarpa diventa la cornetta del telefono, che lo sgabello si trasforma nel sedile di un auto, che una scopa diventa un cavallo al trotto e così via... I bambini diventano quindi in grado di riprodurre ciò che appare nel mondo reale attraverso la simbolizzazione e l'imitazione.
Si potrebbe definire il gioco simbolico come la capacità di rappresentare mediante simboli, nomi e suoni qualcosa che non è presente in quel momento.

 

Tramite questa modalità esplorativa e rappresentativa, i piccoli diventano sempre più consapevoli di ciò che caratterizza il mondo degli adulti, iniziando a comprendere le loro azioni e comportamenti, apprendendo nuovi linguaggi e vocaboli.
Un'importante funzione del gioco simbolico sembra essere quella di riequilibrio emotivo: il bambino potrebbe usare la rappresentazione per inscenare una difficoltà o problema che lo sta affliggendo e che non sa come superare/affrontare (e cerca quindi di sperimentarne le possibili soluzioni ricreandola e mostrandola all'adulto) o, viceversa, potrebbe replicare qualcosa di angosciante che ha già vissuto per prenderne un po' le distanze e fissare in mente che è “sopravvissuto” e che è tutto finito (ad es. dopo una visita dal dentista o dopo un ricovero in ospedale).
La libera imitazione aiuta anche a superare stereotipi culturali di genere e etnia: ad esempio i bambini possono replicare l'accudimento di un neonato con le bambole, così come le bambine la guida dell'auto del papà.
Il gioco simbolico è un'attività ludico-motoria che accompagna i piccoli in tutto il periodo della prima infanzia fino ai 6 anni e oltre (età in cui il gioco inizia a diventare sempre più accurato e complesso).

E' possibile sostenere e promuovere il gioco simbolico attraverso la predisposizione di alcuni spazi-gioco dedicati al “far finta”.
Gli ambienti e ambiti più comunemente osservati (e quindi replicati) dai bambini sono quelli legati:

  • agli aspetti casalinghi: per cui può essere utile allestire una zona che riproduca le situazioni familiari legate alla pulizia domestica e alle faccende quotidiane (piatti, posate, pentolini, tovagliette, frutta, scopa, secchiello, telefono, lettino, coperte, spazzolino, tinozza per il bagno, mollette, stendino...)
  • alla cura dei bambini: da qui il grande e comune uso di bambole, con strumenti per accudire, nutrire, coprire, cullare, portare a spasso e vestire. Spesso in questa modalità di gioco è possibile osservare la riproduzione dell'esperienza infantile che è stata introiettata dal bambino (il modo in cui ha vissuto e vive il rapporto con il propri genitori e persone accudenti di riferimento) e le sue emozioni correlate.
  • alle attività di compravendita: il mercato e le bancarelle, con cestini e cassette/scatole piene di oggetti da venere e comperare. In quest'attività si nota l'iniziale acquisizione dell'idea di numeri e soldi.
  • alle imitazioni delle attività lavorative: soprattutto medici, maestri, commessi e mestieri artigianali (falegname, meccanico, muratore...) che danno modo di sperimentare il controllo del movimento e della coordinazione viso-mano con l'uso di strumenti ed attrezzi per martellare, avvitare, svuotare, riempire...
    all'apparenza estetica: quindi al vestiario e agli accessori di uomini, donne e personaggi. Via libera quindi a scarpe, occhiali, borse, tute ecc.. Lasciare liberi i bambini di mettersi di fronte ad uno specchio, a vestirsi ed osservare la propria immagine li aiuterà a coordinarsi e a riconoscere i propri schemi corporei.

logo

Dott.ssa Chiara Francesconi

348.8239755

chiarafrancesconi.psico@gmail.com

chiara.francesconi3

Riferimenti terapeutici

Schema Therapy, Teoria dell'Attaccamento, Circle of Security, Mindfulness, Alleanza Terapeutica, Psicoeducazione.

Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa Psicoterapeuta Cognitiva - Fano/Lucrezia/Mondavio - Pesaro Urbino

Isc. Albo Psicologi Regione Marche, n°2234/sez.A P.iva 02495380418

Condizioni di utilizzo e note legali. Licenza Creative Commons

Privacy Policy