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Ansia per la salute e ipocondria: riconoscerle e sconfiggerle.

 Chi non si è mai preoccupato di poter contrarre una grave malattia? Quanti di noi quotidianamente si preoccupano per la salute dei propri cari? A chi non è mai passato per la testa il timore della morte? Temere e quindi preoccuparsi per la propria salute e sopravvivenza è piuttosto normale e universale, e ci consente di prevenire e curare diverse patologie fisiche.

L’ansia per la salute diventa un vero e proprio problema quando la preoccupazione diventa continua ed arriva a compromettere diverse sfere (relazionale, lavorativa, scolastica..) e la qualità di vita.

 

Il termine “ansia per la salute” è stato coniato recentemente in sostituzione al più noto termine “ipocondria” che veniva spesso frainteso e rifiutato dalle persone in quanto ritenevano di essere considerate “malati immaginari”. In realtà è ormai chiaro che chi si preoccupa di avere una malattia sperimenta realmente i sintomi che riporta al medico. Tuttavia, spesso questi sintomi possono essere attribuiti al normale funzionamento fisiologico o ad alterazioni non catastrofiche.

L’ansia per la salute è una condizione che comporta costi rilevanti sia a livello di benessere dell’individuo, che a livello socio-economico per l’eccessivo ricorso all’assistenza sanitaria.

Le caratteristiche (o sintomi) principali che assume l’ansia per la salute sono:

  • Paura o preoccupazione persistente di avere una malattia (per lo più scatenate da sintomi come cuore che batte più veloce, mal di testa, formicolii, tensioni allo stomaco… ma anche la lettura di articoli medici o l’esposizione a notizie della tv può innescare il timore);
  • Ricerca di rassicurazioni (visite mediche, letture approfondite, ricerche su internet)
  • Attenzione al proprio corpo (ascolto del corpo, e ricerca di segnali, ematomi, rigonfiamenti…)
  • (in alcuni casi) la paura di scoprire qualcosa di brutto porta ad un evitamento costante di medici, visite ed accertamenti.
  • Rinuncia di certe attività come se si fosse effettivamente malati o per evitare l’insorgenza di malattie.

Il timore essenziale delle persone affette da ansia per la salute è quello di contrarre una malattia lunga e debilitante, che porterà sofferenza e dolore non solo al soggetto ma a tutto il nucleo familiare che dovrà subire la sua condizione. Le persone con ansia per la salute temono la lenta agonia e i dolori atroci.

[N.B: Per contro i soggetti che soffrono di disturbo di panico e che, similmente all’ipocondriaco, vanno in allarme per alcuni sintomi fisiologici, temono che questi sintomi li portino alla morte imminente, cioè che moriranno o impazziranno li per li.]

Da cosa deriva quest’ansia eccessiva per la salute? Come sempre i fattori predisponenti possono essere vari e diversificati.

  • Fattori biologici e genetici, possono contribuire a predisporre la persona all’ansia.
  • Esperienze infantili (come un ambiente familiare molto premuroso e protettivo, genitori ansiosi..)
  • Esperienze familiari di malattia o morte
  • Apprendimento (per imitazione di comportamenti visti da altri)

Le persone che sviluppano ansia per la salute spesso sono guidate da uno o più obiettivi tra:

  • Non essere malato,
  • Non apparire debole (sia fisicamente che mentalmente),
  • Essere prudente e responsabile.

Probabilmente questi scopi si sono venuti a creare da esperienze infantili o particolari eventi traumatici, e contribuiscono allo sviluppo e al mantenimento dell’ansia per la salute.

Le esperienze infantili o traumatiche possono creare specifiche convinzioni rispetto a salute e malattia come “i cambiamenti corporei sono segnali che qualcosa non va”, “preoccuparsi e monitorarsi protegge dalle malattie”, “i medici spesso sbagliano quindi occorre sentire molti pareri/ quindi meglio non fidarsi”, e così via…

Quando si scatena l’ansia per la salute?

Si ritiene che la preoccupazione per la salute aumenti tanto più si percepisce probabile o possibile una certa malattia e tanto più essa è grave e comporta penose conseguenze. L’ansia aumenta anche quando la persona ritiene di non avere la possibilità o le capacità per prevenire l’insorgenza o lo sviluppo della malattia o che non esistano cure adeguate.

Perché l’ansia non si riduce e la preoccupazione non cessa, nonostante le ripetute visite, rassicurazioni e accertamenti? Scopriamo il circolo vizioso dell’ipocondria:

Avendo una specifica vulnerabilità per l’ansia alla salute e quindi avendo sviluppato delle convinzioni rispetto a salute e malattia, al verificarsi di un evento scatenante (sintomi come alterazioni del battito, mal di testa, lettura di articoli medici, ecc…) la persona arriverà ad interpretare erroneamente i sintomi e le variazioni del proprio corpo, temendo si tratti di una qualche malattia.

Scatteranno quindi i meccanismi di protezione e rassicurazione, che tuttavia porteranno soltanto un peggioramento delle proprie convinzioni. Ad esempio la prescrizione di esami da parte del medico potrà far insorgere ulteriore dubbio che gli accertamenti siano necessari perché ha notato qualcosa di strano e grave; oppure la lettura di articoli potrà promuovere i timori in quanto riportato che chiunque può all’improvviso contrarre quella malattia…

Anche il monitoraggio del corpo porta un accrescimento dell'ansia, in quanto comporta un accrescimento dei sintomi (ad es. se mi formicolano le dita e inizio a tastarle e muoverle queste inizieranno a formicolare di più, oppure se noto una chiazza rossa e la tocco questa diventerà più infiammata e grossa).

Anche l’evitamento totale di medici ed esami comportano un aumento della preoccupazione perché non consentono di verificare l’appropriatezza delle proprie convinzioni, che quindi continuano a non essere smascherate.

Infine anche le reazioni emotive, cioè aspetti legati all’ansia e agli stati depressivi che insorgono durante queste preoccupazioni, mantengono l’interesse verso i sintomi in quanto sono emozioni che portano a rimuginazioni continue e pensieri negativi. Per di più, per coloro che temono non solo i disturbi fisiologici ma anche quelli mentali, il notare di essere ansiosi o depressi può far aumentare la convinzione di essere deboli e malati.

Un meccanismo cognitivo tipico dell’ansia per la salute, così come di tutti i disturbi d’ansia, è l’attenzione selettiva, ossia il prestare attenzione soltanto agli elementi che convalidano la propria idea e trascurare o ritenere insignificanti tutti gli altri aspetti che portano verso una disconferma della propria convinzione.

Come per altri vari disturbi d’ansia, anche in questo caso ciò che compromette maggiormente la qualità di vita è la messa in atto di vari evitamenti nel quotidiano, come evitare di allontanarsi troppo dal proprio paese per timore di aver bisogno del proprio medico, evitare di fare attività fisica per non peggiorare i sintomi, evitare di andare al lavoro quando emerge un sintomo, ecc…

Come uscirne?

La terapia cognitivo comportamentale si è dimostrata ampiamente efficace nel trattamento dell’ipocondria.

I cardini di questo approccio sono quelli di far riflettere il soggetto sui costi che ha il continuo proteggersi, sul trovare risposte alternative ai suoi sintomi, sull’accettare di non poter prevenire ed essere responsabile di ogni cosa. 

 

Lettura consigliata:

"Ipocondria", guida per il clinico e per chi soffre del disturbo.

di D.Levenni, M.Lussetti, D.Piacentini, Edizioni Erickson.

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Autori: J.Young, J.Bowlby, Jon Kabat Zinn, G. Liotti, Aaron Beck & Albert Ellis

Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa Psicoterapeuta Cognitiva - Fano/Lucrezia/Mondavio - Pesaro Urbino

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